Architettura Microservices

Il passaggio dallo sviluppo di un  software “tradizionale” ad un software basato su un’architettura basata su microservices risulta, almeno inizialmente, non proprio semplice.

Negli ultimi 4 mesi ho trascorso un pò di tempo nello studio e nell’implementazione di una soluzione basata sui microservices.

L’idea alla base di questo tipo di struttura non è completamente nuova, ma possiamo pensarla come un’evoluzione dell’architettura SOA (Service Oriented Application): si tratta infatti di una serie di piccoli servizi (micro appunto)  indipendenti tra loro e ciascuno focalizzato su particolare ruolo all’interno del business.

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WordPress – Twenty Fourteen – Errori Updated

I dati strutturati sono particolari informazioni inserite all’interno della pagine HTML che consentono di dettagliare in maniera precisa il contenuto delle pagine stesse.

I dati strutturati definiscono in maniera omogenea le informazioni e consentono di catalogare con maggiore precisione le pagine web.

Google indica all’interno delle proprie linee guide la necessità di inserire i microdati (anche se non garantisce il loro utilizzo nelle future evoluzioni dell’algoritmo di ricerca).

Google mette a disposizione un tool specifico che consente di analizzare la qualità dei dati strutturati presenti in un particolare sito. Il tool in questione prende il nome di Strumenti per i Webmaster.

Installando il tema Twenty Fourteen di WordPress (tema di default per l’ultima versione), mi sono imbattuto in numerosi errori sui post, relativamente alla sezione dati strutturati. In particolare, l’errore segnalato riguardava la mancanza delle informazioni relative alla data di updated nelle pagine.

Per risolvere il problema è necessario editare la funzione twentyfourteen_posted_on presente all’interno del file template-tags.php presente nella cartella inc/ del tema.

La parte di codice :

dovrà essere sostituita con la seguente:

A questo punto sarà sufficiente attendere il passaggio del bot di Google, oppure verificare dal pannello di amministrazione degli strumenti per il webmaster la corretta visualizzazione del post.

Fatturazione Elettronica – Conservazione Sostitutiva

Con l’introduzione dell’obbligo di fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione si rende necessaria anche la conservazione sostitutiva delle stesse. In particolare:

La conservazione sostitutiva, in breve, si può definire come un procedimento previsto dalla normativa che permette di archiviare digitalmente dei documenti in formato elettronico (nel caso di Fatture PA il formato XML) in grado di garantirne la loro validità legale nel tempo (delibera CNIPA 11/2004).

La fattura elettronica viene trattata mediante due tecniche digitali speficiche: la firma digitale e la marca temporale.

La Firma Digitale è il metodo con il quale qualsiasi documento digitale viene reso immutabile nel tempo. Utilizzando questa tecnica è facilmente individuabile un’eventuale alterazione del contenuto.

La Marca Temporale, è il metodo con il quale a qualsiasi documento digitale viene apposta una data ed un’ora specifica. Utilizzando questa tecnica il documento risulta timbrato con data “certa”.

Come per le fatture di tipo cartaceo, anche per le fatture in forma elettronica sussiste l’obbligo di conservazione.  Il legislatore, prevede comunque la possibilità di archiviare digitalmente soltanto le fatture elettroniche e mantenere un archivio cartaceo per quelle tradizionali.

Al momento la normativa di riferimento è riportata nel D. Lgs. 52/2004 dispone, anzitutto, nell’art. 39, comma 3, DPR 633/72 (come modificato ex art.2 D.Lgs. 52/04).

Fatturazione Elettronica verso la Pubblica Amministrazione

Dal 6 giugno 2014 le imprese sono obbligate ad emettere fatture elettroniche verso ministeri, agenzie fiscali, Enti nazionali di previdenza e assistenz.

La PA può comunque accettare fatture cartacee anche dopo il 6 giugno per tre mesi, purchè emesse prima di tale data, mentre quelle elettroniche si considerano emesse dall’impresa fornitrice anche in caso di notifica di “mancata consegna”.

Dal 31 marzo 2015 l’obbligo verraà esterso a tutte le amministrazioni .

Le fatture emesse in forma cartacea in data precedente al 6 giugno 2014 (o 2015 verso le amministrazioni per cui l’obbligo scatterà l’anno prossimo) sono considerate valide anche se ricevute dopo, purchè arrivino nell’arco dei tre mesi successivi (comma 6, articolo 6, DM 55/2013).

Tutte le fatture ricevute dopo 3 mesi dall’obbligo della fattura elettronica verranno accettate e pagate soltanto se pervenute in formato elettronico.

La pubblica amministrazione devono inserire all’interno dell’ Indice della Pubblica Amministrazione (IPA) il loro codice identificativo univoco. Tale codice dovrà essere riporato nella fattura elettronica. In mancanza di tale codice, il sistema di interscambio rifiuterà la transazione.

Il contenuto della fattura elettronica dovrà essere

  • Soggetto: (ditta, denominazione o ragione sociale, residenza o domicilio dei soggetti fra cui è effettuata l’operazione, il numero di partita IVA dell’emittente).
  • Beni o servizi (tipologia, qualità quantità e natura dei beni oggetto della fatturazione elettronica).
  • Base Imponibile (corrispettivo nonchè tutto ciò che consente di determinare la base imponibile).
  • Aliquota o ammontare dell’imposta e dell’imponibile con arrotondamenti espressi al centesimo di euro.
  • Numero di partita IVA del cessionario del bene o committente il servizio.
  • Data della prima immatricolazione od iscrizione in Pubblici Registri e numero dei chilometri percorsi, ore navigate o delle ore volate qualora si tratti di cessione intracomunitaria di mezzi di trasporto nuovi.
  • L’annotazione che la stessa fattura è compilata dal cliente o da un terzo per conto del cedente o prestatore.

La fattura elettronica è così strutturata:

  • un file in formato XML codificato secondo lo standard disponibile qui. Il file XML deve rispettare rigorosamente le specifiche in quanto dovrà essere accettato dal sistema di interscambio (SDI).
  • Il file in formato XML dovrà essere opportunamente firmato digitalmente in modo da garantirne l’autenticità e l’integrità. La firma digitale dovrà essere apposta da chi emette la fattura e dovrà essere univocamente riconoscita da un ente certificatore.
  • La trasmissione del file in formato XML dovrà avvenire indicando il codice identificativo univoco dell’ufficio destinatario. L’elenco dei codici univoci può essere reperito all’indice delle pubbliche amministrazioni.

Tra il mittente ed il destinatario si interpone il Sistema di Interscambio (SDI) che ha il compito di ricevere la fattura in formato elettronico (firmata digitalmente), inviarla al destinatario e gestire le notifiche. Di seguito il flusso completo:

Flusso dei messaggi
Flusso dei messaggi – Fonte http://www.fatturapa.gov.it

Kindle – Esportare libri in formati differenti

Il  Kindle è sicuramente uno degli ebook reader più’ diffusi e senza dubbio quello con il catalogo di libri più ampio (messo a disposizione dalla stessa Amazon).  La sua diffusione è dovuta soprattutto per la facilità di utilizzo, la durata (quasi infinita) della batteria e dalla rapidità di download dei libri.

Amazon Kindle

Il Kindle consente di leggere i libri nel formato proprietario di Amazon (azw3) e questo può spesso essere considerato uno svantaggio: se compriamo un libro in formato kindle non potremo leggerlo con altri dispositivi ebook reader. Sul mercato sono presenti numerosi software che consentono la conversione tra i vari formati, ma spesso questa soluzione si rivela piuttosto complessa e macchinosa.

Per sfrutturare al 100% le potenzialità del Kindle è consigliata l’installazione del software Calibre un E-book management che consente facilmente di gestire la nostro Biblioteca in formato digitale. Si rimanda all’ottima guida presente sul sito internet di Calibre per le specifiche tecniche e sulle funzionalità.

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Tra le numerose funzioni Calibre, consente di effettuare il salvataggio di una copia dei nostri ebook in diversi formati. E’ possibile ad esempio esportare i nostri acquisti (in formato azw3) in formato pdf, ma per farlo è necessario scaricare un plugin specifico che consente di togliere il DRM dagli ebook scaricati da Amazon. Per farlo è necessario scaricare dalla rete il plugin tools V6.0.8 ed installarlo. Ricordiamo che, in alcuni paesi, l’operazione di rimozione del DRM potrebbe essere considerata come una violazione del contratto stipulato con Amazon in fase di registrazione al portale. Ecco perché questa guida non fornisce in alcun modo le indicazioni sul reperimento del plugin in questione.

Una volta installato il plugin e configurato il codice seriale del nostro Kindle, sarà sufficiente esportare da Calibre, per avere una copia del nostro Ebook nel formato desiderato.