GDPR alcune considerazioni

Da un pò di tempo sto seguendo le indicazioni del nuovo regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali, che per certi aspetti si può considerare come un’evoluzione del decreto legislativo n.196 del 2003.

Nell’ambito di alcune analisi che sto conducendo su alcuni software che dovranno essere adeguati alla nuova normativa (soprattutto per quando riguarda la memorizzazione dei dati nello storage e la loro persistenza) ho pensato di fissare i punti più salienti definiti dall’Unione Europea.

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Emmet scrivere html e css rapidamente

Emmet  – the essental toolkit for web-developers

Questo è il titolo del sito di riferimento di Emmet. E direi che non potrebbe essere diversamente. Ma cos’è Emmet?

E’ un plugin che può essere installato nei text-editor più diffusi (nel mio caso è disponibile nativamente in Visual Studio Code) e che consente di migliorare lo sviluppo Html e Css.

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Testare richieste Http con RequestBin

Recentemente mi sono imbattutto nel sito RequestBin che consente di testare le richieste http generate da servizi push, o per testare i nostri webhooks. Dalla home page è possibile creare il proprio indirizzo di test che può essere utilizzato dalle nostre applicazioni, ed eventualemente in forma privata solo dal brower corrente.

RequestBin

Una volta creato l’indirizzo viene anche mostrato il codice di esempio per effettuare le operazioni http (get, post, put, ecc…). L’Url creato consente di loggare e visualizzare l’ultima chiamata effettuata mostrando tutti i dati inviati compresi i seguenti campi dell’header:

  • Content-Type
  • Cf-Ipcountry
  • Postman-Token
  • Total-Route-Time
  • Cache-Control
  • Host
  • User-Agent
  • Cf-Connecting-Ip
  • Connection
  • Content-Length
  • Cf-Visitor
  • Connect-Time
  • Cf-Ray
  • Accept-Encoding
  • Cookie
  • Via
  • X-Request-Id
  • Accept

Un semplice sito internet, che consente con altrettanta semplicità di verificare i nostri servizi.

 

Fatturazione Elettronica – Conservazione Sostitutiva

Con l’introduzione dell’obbligo di fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione si rende necessaria anche la conservazione sostitutiva delle stesse. In particolare:

La conservazione sostitutiva, in breve, si può definire come un procedimento previsto dalla normativa che permette di archiviare digitalmente dei documenti in formato elettronico (nel caso di Fatture PA il formato XML) in grado di garantirne la loro validità legale nel tempo (delibera CNIPA 11/2004).

La fattura elettronica viene trattata mediante due tecniche digitali speficiche: la firma digitale e la marca temporale.

La Firma Digitale è il metodo con il quale qualsiasi documento digitale viene reso immutabile nel tempo. Utilizzando questa tecnica è facilmente individuabile un’eventuale alterazione del contenuto.

La Marca Temporale, è il metodo con il quale a qualsiasi documento digitale viene apposta una data ed un’ora specifica. Utilizzando questa tecnica il documento risulta timbrato con data “certa”.

Come per le fatture di tipo cartaceo, anche per le fatture in forma elettronica sussiste l’obbligo di conservazione.  Il legislatore, prevede comunque la possibilità di archiviare digitalmente soltanto le fatture elettroniche e mantenere un archivio cartaceo per quelle tradizionali.

Al momento la normativa di riferimento è riportata nel D. Lgs. 52/2004 dispone, anzitutto, nell’art. 39, comma 3, DPR 633/72 (come modificato ex art.2 D.Lgs. 52/04).

Fatturazione Elettronica verso la Pubblica Amministrazione

Dal 6 giugno 2014 le imprese sono obbligate ad emettere fatture elettroniche verso ministeri, agenzie fiscali, Enti nazionali di previdenza e assistenz.

La PA può comunque accettare fatture cartacee anche dopo il 6 giugno per tre mesi, purchè emesse prima di tale data, mentre quelle elettroniche si considerano emesse dall’impresa fornitrice anche in caso di notifica di “mancata consegna”.

Dal 31 marzo 2015 l’obbligo verraà esterso a tutte le amministrazioni .

Le fatture emesse in forma cartacea in data precedente al 6 giugno 2014 (o 2015 verso le amministrazioni per cui l’obbligo scatterà l’anno prossimo) sono considerate valide anche se ricevute dopo, purchè arrivino nell’arco dei tre mesi successivi (comma 6, articolo 6, DM 55/2013).

Tutte le fatture ricevute dopo 3 mesi dall’obbligo della fattura elettronica verranno accettate e pagate soltanto se pervenute in formato elettronico.

La pubblica amministrazione devono inserire all’interno dell’ Indice della Pubblica Amministrazione (IPA) il loro codice identificativo univoco. Tale codice dovrà essere riporato nella fattura elettronica. In mancanza di tale codice, il sistema di interscambio rifiuterà la transazione.

Il contenuto della fattura elettronica dovrà essere

  • Soggetto: (ditta, denominazione o ragione sociale, residenza o domicilio dei soggetti fra cui è effettuata l’operazione, il numero di partita IVA dell’emittente).
  • Beni o servizi (tipologia, qualità quantità e natura dei beni oggetto della fatturazione elettronica).
  • Base Imponibile (corrispettivo nonchè tutto ciò che consente di determinare la base imponibile).
  • Aliquota o ammontare dell’imposta e dell’imponibile con arrotondamenti espressi al centesimo di euro.
  • Numero di partita IVA del cessionario del bene o committente il servizio.
  • Data della prima immatricolazione od iscrizione in Pubblici Registri e numero dei chilometri percorsi, ore navigate o delle ore volate qualora si tratti di cessione intracomunitaria di mezzi di trasporto nuovi.
  • L’annotazione che la stessa fattura è compilata dal cliente o da un terzo per conto del cedente o prestatore.

La fattura elettronica è così strutturata:

  • un file in formato XML codificato secondo lo standard disponibile qui. Il file XML deve rispettare rigorosamente le specifiche in quanto dovrà essere accettato dal sistema di interscambio (SDI).
  • Il file in formato XML dovrà essere opportunamente firmato digitalmente in modo da garantirne l’autenticità e l’integrità. La firma digitale dovrà essere apposta da chi emette la fattura e dovrà essere univocamente riconoscita da un ente certificatore.
  • La trasmissione del file in formato XML dovrà avvenire indicando il codice identificativo univoco dell’ufficio destinatario. L’elenco dei codici univoci può essere reperito all’indice delle pubbliche amministrazioni.

Tra il mittente ed il destinatario si interpone il Sistema di Interscambio (SDI) che ha il compito di ricevere la fattura in formato elettronico (firmata digitalmente), inviarla al destinatario e gestire le notifiche. Di seguito il flusso completo:

Flusso dei messaggi
Flusso dei messaggi – Fonte http://www.fatturapa.gov.it