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Quanto “costa” un’idea all’Intelligenza Artificiale?

Quando chiediamo a un’Intelligenza Artificiale come ChatGPT o Gemini di scriverci una mail, riassumere un testo o creare una ricetta, la risposta appare sullo schermo in pochi secondi. Sembra magia, vero? Ma dietro quella risposta istantanea c’è un consumo di energia elettrica enorme, paragonabile a quello di una vera e propria fabbrica.

Oggi vogliamo fare un viaggio dentro i “muscoli” dell’IA per capire quanta energia serve per farla pensare e come il settore energetico stia correndo ai ripari.

La “Palestra” e il “Lavoro”: Le due fasi dell’IA

Per capire il consumo energetico dell’IA, dobbiamo immaginare la sua vita divisa in due momenti:

  1. L’Addestramento (La Palestra): Prima di poter rispondere, l’IA deve studiare. Legge miliardi di pagine web, libri e articoli. Questa fase dura mesi e richiede una quantità di energia colossale. È come se un atleta dovesse correre una maratona non-stop per sei mesi di fila.
  2. L’Inferenza (Il Lavoro quotidiano): È il momento in cui noi facciamo una domanda e l’IA ci risponde. Singolarmente consuma poco (circa come tenere accesa una lampadina per qualche minuto), ma moltiplicato per i miliardi di persone che la usano ogni giorno, il totale diventa gigantesco.

Il motore sotto il cofano: Le Schede Video (GPU)

Se il computer di casa nostra ha un “cervello” generico chiamato CPU (ottimo per fare i compiti di tutti i giorni), l’Intelligenza Artificiale ha bisogno di super-motori. Questi motori si chiamano GPU (o schede video).

Le schede video sono nate originariamente per i videogiochi, perché sono bravissime a fare miliardi di calcoli matematici tutti nello stesso identico secondo per mostrare la grafica 3D. L’IA fa esattamente la stessa cosa: calcola alla velocità della luce la probabilità di quale parola mettere dopo l’altra.

Immaginiamo questi enormi capannoni (i Data Center) pieni di migliaia di queste schede video potentissime, tutte accese insieme. Due sono le cose che succedono:

  • Consumano tantissima corrente solo per restare accese e calcolare.
  • Diventano bollenti. Proprio come il vostro smartphone quando giochiamo ad un gioco pesante. Per evitare che si brucino, servono giganteschi impianti di condizionamento (o sistemi a liquido) per raffreddarle. E indovinate? Anche i condizionatori consumano tantissima energia!

Come le Comunità Energetiche (e le centrali) possono aiutarci?

Il vero problema non è solo quanta energia consuma l’IA, ma da dove arriva questa energia. Se usiamo carbone o gas, l’impatto sul pianeta è devastante. Ed è qui che entra in gioco la svolta green, grazie anche alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e alle nuove reti intelligenti.

Ecco come il mondo dell’energia sta aiutando l’IA a diventare sostenibile:

  • Inseguire il sole e il vento: I grandi Data Center si stanno alleando con i produttori di energia pulita. L’obiettivo è far lavorare i computer al massimo della potenza quando c’è un picco di produzione solare o eolica.
  • Il ruolo delle Comunità Energetiche: Le CER permettono a cittadini, aziende e territori di produrre e condividere energia a km zero. In futuro, piccoli centri di calcolo locali potrebbero allearsi con le comunità energetiche del territorio, sfruttando l’energia in eccesso prodotta dai pannelli solari dei cittadini per alimentare i server, creando un circolo virtuoso.
  • Il riscaldamento… al contrario: Molti Data Center moderni stanno canalizzando il calore caldissimo generato dalle schede video per immetterlo nelle reti di teleriscaldamento delle città vicine, riscaldando case e piscine pubbliche gratis.

In conclusione

L’Intelligenza Artificiale è uno strumento straordinario che può aiutarci a risolvere problemi medici, scientifici e climatici. Ma per farlo, deve essere sostenibile. La sfida del futuro non è smettere di usarla, ma alimentarla con la forza del sole, del vento e della condivisione energetica.

Ogni volta che l’IA vi dà una risposta intelligente, ricordatevi che dietro c’è un intero ecosistema che ha lavorato per voi!