I principi s.o.l.i.d. - conclusioni

I principi S.O.L.I.D.

Nell’ambito di un progetto di refactoring, mi sono imbattuto in codice mal organizzato e messo insieme tanto per funzionare: un bell’esempio di spaghetti code. Per poter riportare il codice ad un livello “umanamente” comprenbile e gestibile nel tempo, non si può che ricorrere ai 5 principi S.O.L.I.D.

Trattati per la prima volta da Robert Martin, intorno agli anni 90, sono diventati un vero e proprio must per la programmazione e per il riutilizzo del codice.

S.O.L.I.D. è l’acronimo di :

  • S: Single Responsibility Principle (SRP)
  • O: Open closed Principle (OSP)
  • L: Liskov substitution Principle (LSP)
  • I: Interface Segregation Principle (ISP)
  • D: Dependency Inversion Principle (DIP)

SRP – “Every software module should have only one reason to change”

Il primo principio sostanzialmente può essere così riassunto: “ogni parte di codice (classe, funzione, ecc…) dovrebbe avere solo un compito da soddisfare”. Ovviamente non vuol dire che una classe debba contenere al suo interno un unico metodo o un unica proprietà, ma che le compentenze devono essere separate. Per poter soddisfare questo principio è sufficiente analizzare in fase di design tutti i metodi che coinvolgono la classe e quelli che possono essere estrapolati (non essendo parti necessarie), spostandole in altre classi o helper.

 

 

Pubblicato da

Andrea Merlin

Laureato in informatica, diversi corsi di specializzazione legati allo Sviluppo Software e alla Computer forensics. Appassionato di nuove tecnologie, amo la programmazione, la Business Intelligence e tematiche legate alla Privacy.Sempre alla ricerca di nuove idee, stimoli … e progetti da seguire!Amo trascorrere il tempo libero in Val Borbera, un piccolo angolo del Piemonte, in provincia di Alessandria.

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